Il territorio

 
Vista panoramica  

Il Comune di Paspardo sorge in una conca sulle pendici settentrionali del Pizzo Badile, dai castagneti di Deria, frazione sita sull'antica strada Valeriana poco distane dal fiume Oglio, alle cime del Tredenus. La maggior parte del territorio comunale è compreso nel Parco dell'Adamello. Da questo luogo il panorama può spaziare dal lago d'Iseo fino a Cedegolo, coprendo un'area di tredici comuni.
I primi insediamenti avvennero in epoca preistorica, la sua storia poi seguì le vicende della Vallecamonica.
In questo antico borgo dal sapore medievale purtroppo vien meno la preziosa attività del contadino e con gli ultimi anziani del paese scompare anche il vasto mondo a essa legato: artigianato, medicina popolare, saggezza dei proverbi e dei modi di dire, cucina nostrana, dialetto (il gai).
L'allevamento del bestiame era l'attività principale svolta dagli abitanti di Paspardo: infatti l'economia diviene montana, gli spazi coltivati diminuiscono e si accentua la presenza di vasti pascoli sulle pendici del Colombè e del Frisozzo.
Il centro di questo paese contadino è uno dei più conservati. L'aspetto è duro, ferrigno; i disegni degli edifici sono semplici, essenziali, la realizzazione sommaria.
L'effetto d'insieme è forte e scabro, denota la povertà di vita e la grezza e possente lotta contro mille avversità, per sopravvivere. I muri realizzati quasi a secco, gli archi a tutto sesto, la presenza di vicoli oscuri immersi nelle case, sotto oscuri e sinuosi vòlti, l'intreccio viario animato dal continuo movimento delle pareti e delle gronde, creano però un effetto d'insieme di grande suggestione, che fa ben presto superare la prima sensazione di grezza povertà suggerita dalla qualità del materiale usato. La zona gravitante intorno a via Fontana ne propone l'esempio più vivo.